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Il calcio è poesia - Tognacca va alla guerra (e non ritorna più)

16-05-2017 16:12 - La Spezia
Vittorio Pozzo e i Mitici VVF del ´44 (foto Armando Napoletano)
Sul destro potente di Mezzadri e Vanz era andato in bello stile, poi Lazzerini lo aveva fregato ma poco importava. Mantova-Spezia un´amichevole di guerra. ´Tognacca´ in quella squadra aveva giocato e si era ritagliato uno scorcio di gloria. Poi sarebbe stata guerra e silenzio per lui, storia e scudetto per gli altri.
Come una parata che spegne uno stadio, come un volo d´angelo che riacciuffa e zittisce un pallone destinato in fondo alla gloria. E poi ancora morte, con la sua pacatezza, una risposta a tutte le vanità terrene.
La storia di Tognacca, il giovane Incerti, il portiere che non vinse mai lo scudetto, l´hanno raccontata Gianfelice Facchetti e Marco Ciriello nell´opera Teatrale "Eravamo quasi in cielo", una storia quella della squadra dei Vigili del Fuoco del 1944 e del giovanissimo numero uno, forte, romantica, inedita e bellissima quanto tragica. "Tutti ebbero tra le dita quello straccio rosso di carta per arruolarsi nei Vigili del Fuoco e saltare il militare, tutti tranne Riccardo Incerti, il più giovane del gruppo, un portiere di diciannove anni che sembrava predestinato. Prima che arrivasse la delibera contenente il suo nome, ricevette la chiamata alle armi; così dopo qualche apparizione con i più grandi nelle gare amichevoli partì per il car a Viterbo.
"In piena facoltà egregio presidente, le scrivo la presente che spero leggerà, la cartolina qui mi dice terra terra di andare a far la guerra quest´altro lunedì, ma io non sono qui, egregio presidente, per ammazzar la gente più o meno come me. Io non ce l´ho con lei, sia detto per inciso, ma sento che ho deciso e che diserterò." In quel ritiro forzato Riccardo ci stette solo due mesi poi disertò, lo arrestarono e condannarono alla fucilazione. Arduino Romoli, un altro portiere dello Spezia, militare con il grado di ufficiale, che si trovava lì in servizio di leva, riuscì a far commutare la pena, un mese di camera di punizione e rigore. Punizione e rigore...era calcio o guerra? Mah.. Alla fine di quel ritiro forzato Riccardo, bravo com´era nelle uscite, si aprì un varco per raggiungere il fratello maggiore Walter, sui monti dell´Emilia e unirsi alla Brigata Garibaldi. Il più grande col nome di battaglia Vince, il più piccolo Toni, da Tognacca, soprannome che gli aveva dato sua mamma ispirandosi a un pagliaccio del circo per la sua guasconeria. L´estremo difensore, il più giovane della squadra, il ragazzino dalle mani d´oro, corse a giocarsi la pelle anche per noi (dice Ottavio Barbieri nella narrazione) che nel frattempo iniziammo la preparazione tra campo, strada e caserma.
Fu proprio Riccardo a pagare con la vita negli stessi giorni in cui la città non smetteva di parlare bene di noi per distrarsi. Insieme al fratello rimase vittima di un´imboscata tesa loro da tedeschi vicino a una sorgente d´acqua. Un giorno il padre partì dalla Spezia in bicicletta alla ricerca dei figli, mise le loro foto, davanti, attaccate al manubrio e arrivò fino a Verona ma niente, trovò il corpo di Walter sepolto dai contadini nel luogo dell´assassinio, di Riccardo non c´era nessuna traccia".

ARMANDO NAPOLETANO

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Fonte: UNVS La Spezia - La Spezia

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