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Il calcio è poesia - Arsenal Road

22-12-2015 23:56 - La Spezia
Arsenal (foto web)

Le reti di Wembley, il simbolo del calcio in Inghilterra e di Londra, sono un po’ ovunque. Sono la storia del calcio. E’ non è solo questione di percepire odore di canfora, o vedere vecchie maglie vintage spuntare in qualche negozio a Soho. Londra ha il calcio nel sangue, è ovunque, perfino, dalla statua di Moore ad altri busti, a tutto ciò che fa football. Ed il calcio lo trovi ovunque, anche davanti ad una metropolitana. Ma, con tanti stadi e club, con tante storie ed eroi, una sola stazione della metro porta curiosamente il nome di una società calcistica. E per arrivarci devi percorrere molta della Piccadilly Line, partendo magari da Hide Park Corner, mischiandoti a quelli che dopo le 17 cercano affannosamente di tornare a casa, salendo per Leicester Squadre, arrivando fino a Caledonian Road e poi sbucare ad Arsenal. Quando la porta del mezzo si apre, tu sei lì che guardi quella scritta, voluta con il sangue da un uomo che, per molti testi sacri di scrittori inglesi, fece l’Arsenal (“The man who made Arsenal”). Herbert Chapman era sostanzialmente un mediano tracagnotto che nel calcio aveva combinato poco ma che come allenatore aveva portato idee ed innovazioni, poi trasferite anche a noi in Italia, fino ad arrivare a quella squadra, un po’ da sempre bella e maledetta. Fu lui, con una lunga polemica sui giornali e poi perfino in Parlamento, a spiegare che lì, a due passi da Highbury, ed oggi non molto distante dall’Emitares, l’uscita della metropolitana di Londra si poteva chiamare solo Arsenal, come il nome della squadra. Un punto identificativo, un segnale al calcio. Inizialmente, i pur tifosi amministratori, ai quali lui aveva regalato una Fa Cup nel 1930, e poi altri titoli, fecero fatica a capire, ed allora Chapman ne fece un motivo d’orgoglio anche del club, voleva qualcosa che fosse un segno distintivo per il club. il 25 agosto 1928 l´Arsenal fu la prima squadra a giocare con i numeri sulle maglie, contro lo Sheffield Wednesday, da una sua idea. Finchè una mattina, qualcuno arrivò con un gruppo di operai, per lo più tifosi, ed iniziò a sostituire la scritta dell’Underground, lasciando non casualmente sulle mattonella quella dell’antico nome della stazione, Gillespie Road, scritto ancora in maniera accesa oggi e visibile. Da quel giorno, i tifosi dell’Arsenal, passano da quelle scale con una certa soddisfazione. Chapman ringhiò fino al 1934, anno che vide la sua prematura morte, il 6 gennaio, a causa di un´influenza trascurata trasformatasi in polmonite.

ARMANDO NAPOLETANO


Fonte: UNVS La Spezia

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