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Il calcio è poesia - Il giorno che Tommaseo volle cambiare il calcio

01-02-2016 10:42 - La Spezia
Leandro Chichizola al rinvio (foto Stefano Stradini)
- Gerhard Aigner rispose puntuale, come fosse una lettera ufficiale. “Grazie ma non possiamo variare la regola, ringraziandola di quanto inviato. Era il 16 marzo del 2001. Il 12 febbraio, Mario Tommaseo ed un amico giornalista, avevano inviato a Zurigo, al numero 11 di Hitzigweg, sede della Fifa, una proposta. “Da molto tempo anche se ho 81 anni, studio ancora una nuova regola sulla posizione del portiere, una teoria che permetterebbe all’estremo difensore di avanzare con regolarità. Tutto per il gusto dello spettacolo, per rendere ancor più affascinante quello che ancora rimane il gioco più bello del mondo”. “Questa regola può migliorare il divertimento, la legga e la valuti, l’inverosimile a volte ha contraddistinto la storia del calcio mondiale”. Con stima, firmato Mario Tommaseo. Il testo era questo, e pervenne perfettamente ai membri della Fifa che, pare altrettanto inverosimile, lessero con attenzione quelle pagine dattiloscritte dal piccolo grande uomo che aveva marcato Valentino Mazzola. Righe battute a macchina nella sua casa di Arcola. Che partivano così “E’ iniziando dal portiere che si forma una squadra…”. Tommaseo scriveva che voleva far diventare il portiere ancora più protagonista, sdoppiando la sua posizione, un qualcosa legato al dopo 2000 ed oltre. ”Se i portieri impareranno ad usare anche i piedi come e meglio delle mani, il calcio si accrescerà. ”Già da tempo i portieri sostituiscono un pò il libero che si sgancia, ma oramai non è più lontano il giorno che andranno a rete. Un sistema innovativo che coinvolge tutto lo schema difensivo; essendo utilizzato ad usare le mani quando riparerà in area, per coprire tatticamente l’estremo che è salito di metri in campo. Solo il primo portiere sarà il promotore di questa escalation”. “Immaginate quante nuove definizioni ed aggettivi arricchiranno il vocabolario calcistico. Portieri che appoggiano la manovra offensiva meglio che centrocampisti che piede non hanno”. Poi una serie di esempi concreti che portavano Tommaseo a disegnare un calcio diverso. Sette pagine dattiloscritte che fecero epoca, rimanendo un po’ nel dimenticatoio. Mario terminò con poche parole lo scritto: ”Tutto è accettabile solo a rischio e pericolo del portiere della squadra; possibile che si realizzi solo in futuro, sarà pertanto solo il tempo il miglior giudice” . La storia finì in quel Marzo, Mario salì nei cieli il 2 novembre del 2006. Lasciando parole e ricordi.

ARMANDO NAPOLETANO


Fonte: UNVS La Spezia

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