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Il calcio è poesia - Il pallone che fece la storia

02-10-2016 16:15 - La Spezia
Campo di Calcio (foto archivio CDS)
- Il giorno in cui lo stadio Alberto Picco divenne ufficialmente un´aeronave di sole, era stranamente giovedì e successe tutto improvvisamente. Un tale, Botta, nel pieno del pomeriggio perse palla sulla trequarti avversaria. Il lento di piede ma veloce nel pensiero, Davide Saverino, capì, la recuperò e la lanciò verso Massimiliano Guidetti, che corse affannosamente verso la porta avversaria, con lei accanto. L´attaccante resistette alla carica di Fusco e spinto da un mare di gente accorsa alle sue spalle, che soffiava i venti del fervore (che spinge il pallone anche quando questo dorme), la mise dentro di sinistro sull´uscita del portiere. Scarpi, dopo il vano tuffo, si rialzò mentre attorno a lui la luce si era fatta insostenibile, accecante. Ed andò verso la rete, dove la palla giaceva felice come fosse festa. Ed era festa. Scarpi la calciò vilmente senza riguardo, e questa finì sotto un tabellone pubblicitario, finchè Pinuccio, uno degli addetti allo stadio, la recuperò e la fece sua, e la conservò fino a fine gara. Quello era il gol della storia, la palla aveva fatto solo il suo corso, iniziando a correre 54 anni prima, dall´ultima B. Non poteva essercene un´altra. Quando le voci e le luci si spensero e lo stadio restò solo, quell´urlo dopo la rete del raddoppio decisivo, continuò però misteriosamente a sentirsi per giorni, e tutti coloro che videro quella palla scorrere verso la porta genoana ci misero un po´ a tornare alla loro solitudine di io, rimanendo, per tanti anni ancora, noi.

tratto da 1906-2016 110´ minuti di storia

ARMANDO NAPOLETANO




Fonte: UNVS La Spezia

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