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Il calcio è poesia - Jock e Jinky

28-06-2015 15:09 - La Spezia
Jimmy Johnstone
Jock Stein lo raccontò durante una intervista, ma non era divertito, anzi: "Fissavo il telefono di casa in attesa che squillasse, e la cosa durava ore. Al che mia moglie mi chiedeva "come fai a sapere che squillerà?". Poi, e dovevi attendere non molto, effettivamente il telefono suonava e la frase tipo era "Chiamiamo dal commissariato di polizia, Jimmy è qui con noi, ha fatto il suo nome, che fa viene a prenderlo?". Jock Stein e Jimmy Johnstone sono stati per anni il calcio scozzese, a modo loro. Il più grande allenatore scozzese per decenni, la più grande ala destra del mondo, per decenni, Qualcosa di diverso da Garrincha, ma soprattutto qualcosa di unico. E nessun connubio con Ferguson e Ronaldo. Stein era l'allenatore di Jinky, non ne poteva essere il padre, magari non lo avrebbe neanche voluto. Ma entrambi vestivano quando dovevano le insegne patrie dei Celtic ed andavano in battaglia. Cosa succedesse nel mezzo fa comunque notizia; come quando durante una gara col Dundee Utd, Jinky decise semplicemente di fare da solo, senza dettami tattici, senza schemi, senza obbedire, irriverente. Stein, che era qualcosa di diverso da Johnstone, ma non nelle maniere, lo lasciò uscire dal campo dopo la sostituzione, attese con ansia per 3 minuti, poi lo rincorse al fischio finale. Ma Jimmy si sbarrò dentro la porta dello spogliatoio, porta che stava letteralmente per essere tirata giù a spallate da Jock. Dovette chiedere scusa l'aletta. Non c'è stata nel calcio una sola unione di intenti e nel contempo guerra aperta tra un giocatore ed un mister come quella di questi due, che seppero però colorare gli anni dei Celtic in Europa come nessuno mai. Una sfida sfacciata continua,come quando nel 1967, Johnstone che stava prendendo calcio e sputi dai difensori del QPR, decise ad un certo punto, di darne lui, imbottendo il raccolto; Stein fece fare, l'arbitro non potè avere occhi anche sulla nuca, ma alla fine Stein multò e sospese Johnstone, neanche tanto sorpreso. O quando Jinky sfidò il suo tecnico prima di un quarto di finale di coppa Campioni contro la Stella Rossa, per evitare la trasferta in aereo, al quale Johnstone era allergico. "Vinciamo con quattro gol di scarto ed al ritorno non parto". Iniziò in lite, ma finì 5-1 e Jimmy non andò a Belgrado. C'era un solo modo per batterli, non terreno; Stein morì come vorrebbe morire un vero mister, per un infarto, in panchina, dal quale non si riprese. Jinky sconfitto dal morbo di Gehrig (SLA). Dio, che gli aveva concesso di rubare per sempre la maglia numero sette e tenerla per se finchè la luce avesse colorato i suoi occhi; decise allora di fare lo sgambetto sull'ennesima galoppata del tipetto sulla fascia. Dicono, facile crederlo, che a Dio abbia dato una mano Stein. Lui era salito in alto, per trovare una panchina alla destra del padre dal 1985, e non reggeva a litigare con l'Eterno, innocuo, pacifico. Jinky arrivò da Uddingston solo nel 2006, per rendere più vivace il regno dei cieli.

ARMANDO NAPOLETANO


Fonte: UNVS La Spezia

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