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Il calcio è poesia - L´ultimo grido di Manolo

21-06-2015 12:38 - La Spezia
Miguel de las Cuevas davanti alla statua di Manolo Preciado
Il primo a sentire il rumore del nemico fu lui, Manolo, e quel nemico era proprio Special One. Andò nell´atrio di uno spogliatoio prima di un match e glielo disse in faccia."Non mi piaci per niente". "Ma chi ..è stò Muorinho, un farabutto?", Mou aveva sparato a zero, a modo suo, contro il collega, la formazione asturiana di aver "regalato" a settembre la vittoria al Barcellona nella sfida giocata al Camp Nou. In quella circostanza, Preciado schierò una formazione rimaneggiata rispetto all´undici titolare, ma non ne aveva proprio. "Ha detto che abbiamo regalato la partita giocata al Camp Nou. Forse era solo una battuta, ma poi l´ha ripetuta; beh se era uno scherzo, era pessimo. Se voleva provocare per avere una risposta dal Barcellona, non l´avrà. Se parla sul serio, è un farabutto". "Mourinho non mi piace e glielo dirò in faccia. Chi diavolo è questo tizio?". Preciado poi suggerì altro:"So che deve scontare una squalifica . Ecco non mandatelo in tribuna. Io lo metterei tra gli Ultra Boys", disse facendo riferimento alla frangia più caliente del tifo dello Sporting. "Mourinho ha mancato di rispetto ad una società umile come lo Sporting. Domenica troverà un ambiente rovente". Preciado aveva sconfitto la vita, aveva visto morire un figlio, la moglie ed il padre in pochi anni, non poteva spaventarlo un collega. "A Gijón siamo gente del popolo", chiosò. Mou, strano a dirsi, avvertì il colpo, cercò il collega, ne divenne perfino amico; ed il giorno che morì il padre gli telefonò. Quandò Manolo morì Special cedette per un giorno il suo scettro di One e divenne Second. Preciado era la gente, era il sentimento di questa, ed al nemico bisognava sempre rompere il collo. Era un tranquillo ma l´onnipotenza della partita, esorcizzava la sua vita obbediente, rendendo 6 giorni diversi dal settimo. Poi, il campo; lì stava la sua battaglia con la vita. La buona sintonia con il club e con la pelle dei tifosi gli permise di stare su quella panchina per 4 stagioni in Liga. Poiché il bene non è violento, ma il male ti obbliga, punì Mourinho come nessuno mai. Nel 2010-2011 ottiene un successo storico al Santiago Bernabeu di Madrid dove il 2 aprile 2011 sconfisse il Real Madrid e ponendo fine alla striscia di imbattibilità casalinga di José Mourinho che nei campionati durava da oltre nove anni, 150 partite. Fu De Las Cuevas con una splendida rasoiata a regalargli quella gioia immensa contro il farabutto. A metà della stagione successiva con la squadra posizionata nelle ultime posizioni è stato esonerato dal club. Morirà il 6 giugno 2012 colpito da un infarto, per strada, lontano dal campo, lì uno come lui era immortale. Nel mucchio selvaggio non sarebbe mai morto, fuori, per strada sì. Amava dire che dopo avergli tolto tutto, la morte avrebbe guardato altrove, ma ha subito l´ultimo dribbling quasi impassibile. Anzi beffarda, fu la morte. In quello stesso giorno era stata data l´ufficialità che sarebbe stato il mister del Villarreal. Piansero in tanti: David Villa che fu allenato da Preciado nelle giovanili, lo ricordò commosso. Dopo la vittoria dell´Europeo 2012, Italia-Spagna 0-4, durante i festeggiamenti, con la coppa in mano, Sergio Ramos indossò una maglietta con la fotografia di Manolo Preciado. Gli regalarono una statua, sulla quale dicono non tramonti mai il sole.

ARMANDO NAPOLETANO




Fonte: UNVS La Spezia

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