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Il calcio è poesia - Via Anfield

11-04-2016 14:40 - La Spezia
Olympic Stadium Amsterdam (foto an)
- Ad Amsterdam c’era un stadio sul lago, che oggi non c’è più; resta solo il centro del campo, con un pallone di cemento nel mezzo, che galleggia quasi. Ad Amsterdam c’è uno stadio che ha visto anche eroi correre, e che sopravvive ancora, con tribune che parlano da sole, assorte nei loro pensieri. Del De Meer non resta più nulla solo un quartiere di Amsterdam, l’Explanade, con una via, che i tifosi dell’Ajax e l’amministrazione comunale di Amsterdam hanno voluto dedicare al Liverpool. Si chiama via Anfield, si proprio come lo stadio dei Reds, e ricorda una partita semplicemente storica e fantasma, tanto fantasma che la videro in pochi, nonostante fossero in 60 mila a cercare di ammirarla sul posto. Al vecchio signore al quale chiediamo, appena fuori dall’Olympic stadium di ricordare, viene in mente solo questo: ”Non so come ci stessero quasi 60 mila in quest’impianto quella sera”. Il match fu giocato il 7 dicembre del 1966, secondo turno di Coppa Campioni. Quella squadra è allenata da un visionario, Rinus Michels, che ha un altro allievo visionario in campo, un giovanissimo Johan Cruijff, che ha appena 18 anni. La storia vuole sia una delle prime forme del 4-2-2 che poi diventerà leggenda un po’ ovunque, ma è una delle prime teorizzazioni del calcio moderno. Michels va ad affrontare il Liverpool da sfavorito nello stadio Olimpico, perchè tutta quella gente al De Meer è impossibile prevederla e mettercela dentro. Accerta solo per una questione di spazi, ma di campo: sarà meglio giocare corti come al solito, in un fazzoletto, il campo rendiamo piccolo noi, fate correre loro. L’Ajax non è favorita, quel ragazzino in mezzo al campo sembra avere gambe fragili anche se fa già mirabilie, 5 ore prima lo stadio è quasi completamente pieno ma già quasi al buio. Una nebbia fitta impedisce perfino alle panchine di vedere. L’arbitro Sbardella, l’italiano, decide che si può fare e fischia l’inizio. Dove gli inglesi sono sorpresi da quella veemente squadra olandese agli albori della sua storia europea, ma rapidissima a muoversi compatta con linee tra loro vicinissime sia longitudinali che in latitudine. Segna e sblocca Cees de Wolf, al 17 poi raddoppia il ragazzino. Altri due gol di Klaas Nuninga, 4-0 a fine primo tempo. Il Liverpool non la vede letteralmente e realizza con il difensore Chris Lawler solo al 89°. Ma l´Ajax segnato un minuto dopo con Henk Groot per vincere 5-1. La nebbia, che riduceva la visibilità a meno di 50 metri, contribuisce un po’ alla leggenda, Michels comincia ad assurgere alle cronache vere del calcio, come voleva; Cruijff passeggia in mezzo ad inglesi straniti, ai quali segnerà anche due reti nel ritorno. Tutto contribuisce a creare una leggenda, quella del match del 5-1. A Bill Shankly calò improvvisamente addosso tutta la mestizia del tramonto. Ad un certo punto si gira verso uno dei suoi in panchina e dice testualmente: ”Ma cosa sta succedendo di preciso?”. Quando la partita finì iniziò la leggenda, il calcio nel suo divenire. E quando il De Meer chiuse e venne demolito, nella Explanade nacque quella via.
A futura memoria.


ARMANDO NAPOLETANO


Fonte: UNVS La Spezia

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