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Ottonello e Tirinnanzi: “Scuola dello Sport laboratorio di idee. AmiConi strumento di educazione”

01-01-2016 15:57 - Genova
Tirinnanzi - Masala
3 Dicembre 2015 - Si è tenuto questa mattina presso la Casa delle Federazioni l’incontro di presentazione del convegno “I giovani e la pratica sportiva”, un’iniziativa nata per celebrare il Ventennale della Scuola dello Sport del Coni Liguria. A presentare il progetto, il presidente del Coni Liguria, Vittorio Ottonello, e il membro di giunta Mauro Tirinnanzi. “Un grande evento, l’unico di livello nazionale che abbia organizzato nel corso dei miei due mandati – afferma Ottonello. Quasi tutti, dai dirigenti agli educatori, hanno risposto positivamente, ma spero di vedere in platea, in primo luogo, i genitori dei ragazzi, diretti interessati. La Scuola Centrale dello Sport nacque nel 1966, per poi chiudere anni dopo; non prima, tuttavia, di aver generato le varie realtà regionali: come la nostra, che compie vent’anni. Una scuola che ha insistito molto sull’educazione, operando ricerche in collaborazione con la Regione Liguria. Nonostante le numerose difficoltà e la carenza di risorse, è sempre possibile incontrarsi e discutere, scambiandosi idee. E la Scuola dello Sport si propone proprio come un laboratorio di idee. Il progetto mira a valorizzare i ragazzi dagli 8 ai 12 anni: è necessario recuperare il valore dell’attività ludica nel percorso di formazione. Ringrazio le società che si sono adoperate in maniera assidua e costante in tal senso. Importante la presenza del Coni in ausilio delle federazioni sul territorio; monitoriamo le caratteristiche dei ragazzi così da favorirne uno sviluppo migliore. I genitori devono essere presenti: si parla del futuro dei loro figli”.
Il presidente passa poi la parola a Tirinnanzi, che, come viene ricordato, fu l’allenatore dietro ai successi olimpici di Daniele Masala (nella foto assieme – oro ai Giochi di Los Angeles ’84 e argento a Seul ’88) e altri atleti azzurri. Come sottolinea Tirinnanzi, “L’attività motoria è una medicina per vivere meglio, permettendo di fronteggiare certe malattie. La passione è il fil rouge che ci lega; il nostro obiettivo: far qualcosa di buono per i giovani. Il progetto AmiConi punta a fare dello sport un “amico” per loro, fin dall’infanzia: sia per chi avrà in seguito la possibilità di eccellere a livello agonistico, sia per chi farà sport unicamente per curare la propria salute e benessere. Il progetto AmiConi si propone di risolvere le criticità di carattere tecnico e metodologico. Abbiamo preso in esame i modelli dei paesi che hanno atleti ai vertici di ogni disciplina sportiva e che hanno fatto dello sport uno stile di vita vero e proprio. E siamo giunti a individuare quattro “pilastri”, sui quali occorre fare attenzione. 1) Fronteggiare gli attuali disagi dei nostri giovani, educandoli ai corretti stili di vita. 2) Promuovere valori e benefici che la pratica sportiva comporta; in Italia, ahinoi, manca completamente una cultura sportiva: troppo spesso si pensa in primo luogo al risultato, sin dalle competizioni giovanili. E i primi da educare a riguardo sono i genitori dei ragazzi. Non bisognerebbe, inoltre, operare selezioni e premiazioni in base a classifiche, perché queste finiscono per scoraggiare i giovani che non eccellono, facendoli disamorare della pratica sportiva. 3) Si parla spesso di talento: un talento non va bruciato, bensì coltivato con pazienza. 4)L’aspetto tecnico è, assieme a quello metodologico, il più importante. Da piccoli i ragazzi devono essere educati, motivati e occorre trasmettere loro la passione per lo sport. Questo progetto è frutto di un lavoro collettivo e di un’analisi dettagliata, svolta attraverso il confronto”.
A coronamento dell’incontro, la diretta testimonianza di Giulio Desiderato, già velista azzurro, oggi istruttore: “Ho iniziato a praticare la vela da giovanissimo, durante la riabilitazione da un infortunio che mi procurai giocando a calcio. È nata subito la passione. Nella mia famiglia questa disciplina non era particolarmente conosciuta: ciò mi ha permesso di dedicarmici senza subire pressioni e l’ansia del risultato. La cultura dello sport dovrebbe essere insegnata ai genitori, così che la trasmettano ai loro figli. Lo sport è fondamentale nella formazione del ragazzo”.
Appuntamento nel weekend alla Sala Convegni dell’Acquario, dunque, per approfondire questi e altri aspetti dell’educazione sportiva.

Alessio De Ferrari


Fonte: UNVS Genova

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