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VINCENZO NIBALI TRIONFA AL TOUR DE FRANCE

30-07-2014 16:09 - La Spezia
Da sx. Francesca Bassi, Vincenzo Nibali, Francesca Bardelli, Parma 2013
Vincenzo Nibali ha realizzato il suo sogno: quello di vincere il Tour de France, impresa non facile, che lo ha visto vero dominatore della classica francese. Nibali è il settimo italiano a vincere la Grande Boucle ed entra nel club dei grandissimi avendo in bacheca anche il Giro d´Italia e la Vuelta di Spagna. Come lui nomi che sono la Storia: Eddy Merckx, Bernard Hinault, Jacques Anquetil, Alberto Contador, Felice Gimondi. Nibali ha vinto un Tour diverso, forse, ma pur sempre la corsa a tappe più importante del mondo. Pesano su tutto i ritiri di Froome e Contador che, alla partenza, erano considerati i due principali favoriti. Lo Squalo dello Stretto, come viene chiamato, non aveva di certo il favore dei pronostici: era considerato il primo degli outsider. Alla fine però Nibali ha conquistato tutti, soprattutto i francesi, dimostrando di saper pedalare in tutte le condizioni che il difficile percorso presentava. Purtroppo il ciclismo sia competitivo ad alti livelli, che a "scendere", in questi ultimi anni è stato additato come ambiente in cui le pratiche poco chiare o illecite, la fanno da padrone, in ordine al miglioramento delle prestazioni fisico/sportive, tese al positivo risultato finale, a tutti i costi..
Sono ben noti, da anni i nomi dei ciclisti che hanno utilizzato sostanze proibite e dannose per la salute, alfine di ottenere fraudolentemente vittorie in competizioni, anche internazionali: infatti, quel tipo di sportivo/agonista intende potenziare la sua prestazione atletica e migliorare la funzionalità del suo corpo. La sostanza proibita che viene somministrata, in questi casi in quantità abnormi, è molto spesso un mezzo, certamente inadeguato, per valorizzare sé stessi e raggiungere il fine ultimo della vittoria nella gara, vittoria che gli porterà vantaggi diretti, certamente la notorietà ed il denaro, ma, per contro, gli causerà anche seri problemi di salute, a volte nel breve, a volte nel lungo periodo.
E´ in atto una vera e propria "battaglia" ingaggiata dai "controllori" che, in maniera casuale, cioè senza preavviso, controllano/devono qui controllare, con esami appropriati, se i ciclisti siano o meno assuntori di sostanze proibite.
L´UNVS, a livello Nazionale è certamente contraria a dette pratiche, ed allo scopo, da qualche anno, tra l´altro, collabora alla diffusione del progetto della Maglia Etica (antidoping), iniziativa ideata e presentata dall´Associazione Culturale "Sapientiae Motusque" di Sezze in provincia di Latina, costituita nel 2007 per contrastare la cultura della frode sportiva e presieduta da Maurizio Marchetti ("la faccia pulita del ciclismo"). Maurizio è un ex ciclista professionista dal 1996, che prevede di istituire in questa prima battuta nello Sport ciclistico, nelle varie corse in linea o a tappe, specifici traguardi intermedi volanti, ossia con l´obbligo per i ciclisti partecipanti allo sprint di sottoporsi all´esame antidoping. Tra gli attivi propugnatori dell´iniziativa troviamo Andrea Desana, Delegato UNVS di Piemonte-Valle d´Aosta ed il giornalista Fabio Provera, iniziativa che si sta diffondendo su vaste aree del territorio nazionale, coprendo, oltre al ciclismo altri Sport. I personaggi di spicco, delle varie discipline sportive, diventano così "tedofori" del rifiuto delle pratiche illecite nelle gare a cui partecipano, o pubblicamente propagandano lo "Sport Pulito"
Nel 2013 a Pistoia, al famoso "Memorial Bardelli", voluto da decenni dal Prof. Renzo Bardelli, già Presidente della locale Sezione UNVS, che ha istituito l´unica iniziativa al mondo che premia chi, nello Sport, e nel ciclismo in particolare, non fa ricorso al doping, è stato invitato Vincenzo Nibali, fresco vincitore del Giro d´Italia, a cui è stata consegnata la "Maglia Etica Antidoping", a testimonianza del suo rifiuto ad avvalersi di sostanze proibite, per aumentare le performances agonistico/sportive. Solito riconoscimento al grande Alfredo Martini, personaggio di grandissima caratura nella medesima disciplina. E´ stata poi la volta di Silvia Lambruschi, pluricampionessa del mondo e d´europa, nel pattinaggio artistico, da tempo giovane testimonial dell´UNVS, ad indossare il simbolo della lotta al doping. Silvia Lambruschi, ha indossato e presentato, più volte, in sedi diverse e prestigiose, la Maglia Etica, che auspichiamo venga pubblicizzata e tramandata in tutte le varie manifestazioni agonistiche, soprattutto in quelle che vedono la partecipazione dei giovani e giovanissimi.
Nel solito anno, a Parma, presso il Teatro Regio, Nibali veniva chiamato sul palco durante il prestigioso premio "Sport Civiltà", che ha ormai doppiato la 37a edizione, organizzato dall´UNVS locale, per il giusto riconoscimento della sua vittoria al Giro d´Italia, e non solo.
Ci aveva visto giusto il prof. Renzo Bardelli, affermando che Vincenzo Nibali risultava un ciclista "pulito", e che verosimilmente si andava verso un ciclismo meno inquinato dalle sostanze proibite, visto che negli ultimi anni le cronache ci avevano mostrato un quadro desolante, pieno zeppo di ciclisti dediti al doping.
In una recente intervista, risalente a Luglio 2014, il papà di Nibali, dopo la vittoria al Tour de France del figlio, affermava che Vincenzo, da inizio anno, era stato oggetto di 70 controlli antidoping....
Auguri Vincenzo, Noi dell´UNVS crediamo, come Te, in uno Sport pulito!


Vedere il filmato, al link:

http://www.youtube.com/watch?v=z8ap2A01XFY


Fonte: UNVS La Spezia

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