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Già finito il matrimonio tra "Giotto" Caverzan e la Sanremese

25-08-2014 14:55 - La Spezia
L´ex trequartista "aquilotto" ha dato le dimissioni dopo venti giorni sulla panchina della squadra di Sanremo e ci spiega le sue motivazioni ed il futuro suo e della squadra con un occhio di riguardo verso lo Spezia Calcio.
Venti giorni, tanto è durato il matrimonio tra l´ex fantasista dello Spezia Calcio Andrea Caverzan e la Sanremese Calcio. Venti giorni in cui era già stata approntata la squadra per la affrontare la prossima stagione, squadra che dopo l´addio dell´ex tecnico dell´Imperia ha invece subito sostanziali modifiche. Alla base del divorzio diversità di vedute e di programmi rispetto a quando "Giotto" e la dirigenza si erano messi d´accordo. In seguito al divorzio ecco poi il Presidente della Carlin´S Boys Sanremo Bersano entrare nel pacchetto di maggioranza della Sanremese per formare dalla stagione 2015/2016 un unico settore giovanile ed un unica squadra. Noi abbiamo contattato per i lettori di Calcio Spezzino l´ex aquilotto Andrea "Giotto" Caverzan sulla sua breve esperienza a Sanremo e lui ci ha raccontato quanto segue con qualche cenno ad un suo grande amore mai sopito, lo Spezia Calcio.

"Mi dispiace che non sia stato possibile portare avanti il programma che avevamo stilato e che mi aveva preso molto, un programma che avevo sposato in pieno e che riguardava sia la gestione della prima squadra che di tutto il settore giovanile con le formazioni dei più giovani, scuola calcio, pulcini ed esordienti, da creare dal niente. Partendo proprio dalla scuola calcio fino ad arrivare alla Beretti avrei voluto cercare di dare qualcosa di diverso puntando più sull´insegnamento del singolo giocatore che sulla conquista ossessiva del risultato. Avrei voluto insegnare ai ragazzi che per arrivare davvero nel calcio bisogna prima di tutto imparare a rispettare determinate regole e come si sta e si vive in uno spogliatoio per fare si che quando questi ragazzi arrivino in prima squadra siano giocatori formati con delle basi e già preparati al tipo di esperienza che li attende. A mio avviso invece si punta troppo sul fatto di voler vincere subito ed a tutti i costi e quindi alle nuove leve di calciatori va a mancare qualcosa di fondamentale. Si sarebbe dovuto curare questo aspetto, ma tra me e la società ci sono stati delle sovrapposizione di ruolo e diversità di opinioni e vedute e quindi io ho preferito farmi da parte fin da subito. Non c´erano più i presupposti che mi avevano illustrato in fase di trattativa prima del mio arrivo a Sanremo. C´erano troppi vincoli che nel calcio moderno oramai la fanno da padrone e quindi, di comune accordo con la società, ho preferito lasciare fin da subito l´incarico".

Dopo questo divorzio repentino cosa auguri alla Sanremese?
"Spero che il nuovo corso con Bersano e con la fusione con la Carlin´S Boys Sanremo riporti in alto la Sanremese. In altro dove merita di stare una squadra di tale blasone e come sarebbe giusto che succedesse anche alla mia ex formazione dell´Imperia Calcio. Non so se la squadra si chiamerà Sanremese o Sanremese Carlin´S Boys, ma sicuramente con Bersano ci sarà possibilità di riportare la Società nella sua giusta dimensione e formare un settore giovanile unico e completo".

Mister cosa ti aspetti ora dal tuo futuro calcistico?
"Al momento sono fuori dal calcio e ci sarà modo per me di guardarmi intorno. Ora inizierò a girare i campi per vedere ragazzi ed incontrare altri allenatori, per visionare diversi modi di allenare, per aggiornarmi, confrontarmi con altri tecnici e magari imparare anche qualcosa di nuovo prima di tornare, come spero, al più presto in panchina.".

Sei stato recentemente invitato alla partita tra "vecchie glorie aquilotte" per celebrare il settantennale della conquista dello storico scudetto del 1944, da parte dei VVF della Spezia. Cosa hai provato nel calcare nuovamente l´erba dell´Alberto Picco?
"Per me è già stato un grandissimo piacere ed un onore essere stato invitato ad un tale evento, segno che ho lasciato un buon ricordo durante la mia esperienza in maglia bianca. Poter tornare a calcare l´erba del Picco è stata veramente una grande emozione. Una bellissima serata, fa sempre piacere ritornare a vedere la gente del Picco e giocare davanti ad un tale pubblico. Anche in questa serata di gala c´è stata un massiccio apporto di tifosi e mi ha fatto veramente piacere ritrovare molti amici visto che con i ragazzi della "Curva Ferrovia" e la tifoseria tutta c´è sempre stato un grandissimo rapporto. Questa chiamata è stata senza ombra di dubbio una cosa che mi ha molto gratificato.".

Sorge quindi spontanea una domanda. Il sogno futuribile sarebbe una panchina nello Spezia Calcio?
"Guarda, a me piacerebbe insegnare qualcosa, in qualsiasi categoria, di quello che ho imparato io durante il mio lungo percorso calcistico sia da giocatore, confrontandomi ed imparando da tanti allenatori diversi molto bravi, che in seguito da allenatore. Sarebbe per me una cosa bella, a me piace fare questo mestiere anche perchè è stato ed è tutto´ora la mia vita. Mi piacerebbe riuscire a trasmettere ai giovani le emozioni e le esperienze che ho vissuto io. Se ci fosse per me una chiamata in futuro dalle giovanili dello Spezia Calcio sarebbe per me l´ideale. La Società bianca è una delle società più prestigiose di cui conservo nel cuore un grandissimo ricordo!"

Guido Lorenzelli, giornalista sportivo Città della Spezia, socio UNVS La Spezia


Fonte: Guido Lorenzelli, giornalista sportivo CDS

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