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IL DOPING

31-01-2013 10:47 - La Spezia
Sandro Donati
L´anti doping. Storia a due

Federico Leporati,noto mezzofondista ai vertici nazionali degli anni ´70, attuale preparatore atletico di diverse società sportive, socio UNVS della Sezione "O.Lorenzelli-F.Zolezzi", presenta, con l´amico Sandro Donati, un libro sulla piaga del doping, dal titolo:
"Lo sport del doping", testo di accusa di Sandro Donati, che sarà presentato venerdì alla Spezia. Con lui l´amico Federico Leporati, direttore tecnico della SpecTec Atletica Carispezia.
Sandro Donati presenterà il suo nuovo libro "Lo Sport del Doping", l´ennesima accusa ad un mondo fatto di vizi occulti. A suo fianco Federico Leporati, l´allievo di sempre che con questo articolo ricorda la sua amicizia con Donati:
"Ho conosciuto Donati nel 1979. Ero atleta dell´Iveco Torino, compagno di squadra di un atleta che Sandro allenava e alcune gare di società furono l´occasione per dialogare e scambiare opinioni sull´allenamento. Io già allenavo, pur essendo ancora atleta ai vertici nazionali e parlare d´allenamento con Sandro, fu l´occasione per la nascita di un´amicizia a prova di qualsiasi evento fosse avvenuto nel futuro.
Nei nostri dialoghi il tema principale era la ricerca della migliore metodologia d´allenamento rifiutando correzioni esterne e farmacologiche. La successiva strenua lotta al doping che lui ha scatenato giustamente in Italia mi ha visto sempre al suo fianco, direttamente e moralmente. In seguito ho cercato, nel mio piccolo, di trasmettere ai miei amici sul campo questo sistema di lavoro particolare, difficile, anche se l´idea comune nell´ambiente dell´ottenimento dei risultati ad ogni costo ha provato a soffocare il nostro modo di operare.
Sandro grazie alla sua competenza ed alle sue intuizioni geniali ricoprì ruoli importanti nelle Fidal, nel settore velocità e mezzofondo. Io non perdevo nessuna occasione per frequentare il ritiri delle squadre nazionali e seguire gli allenamenti sul campo con lui ed il professor Vittori. Nell´82 ebbi anche la fortuna e l´onore di essere ufficialmente al suo fianco come collaboratore delle squadre nazionali di mezzofondo, epoca in cui grazie alle sue intuizioni geniali, alla sua collaborazione riuscii a trasformare il fenomenale Stefano Mei in un corridore non solo resistente ma anche veloce e vincente.
Rispetto dello sport vero cioè rispetto delle regole e rispetto degli atleti: l´allenatore non si sente responsabile dell´evoluzione degli individui ma, con umiltà, aiuta l´atleta a riconoscere e a saper valorizzare il proprio potenziale; nel contempo aiuta l´atleta a sentirsi totalmente responsabile delle proprie scelte, perciò autonomo; lo aiuta anche a riconoscere ed accettare come fonti di insegnamento sia i successi che gli insuccessi; rispetta le caratteristiche personali, le convinzioni, le tendenze e lo stile di vita dell´atleta e non pretende di stravolgerle solo in nome del risultato da perseguire.
Queste quattro affermazioni, apparse su una delle sue tante lezioni tenute agli allenatori, sono per me il primo riferimento verso cui indirizzare la mia opera di allenatore. La metodologia dell´allenamento che Sandro ha voluto trasmettere, un sistema difficile da applicare perché basato su grande sensibilità e spirito d´osservazione, mettendo a confronto tanti parametri e tante sfumature nell´espressione della forza muscolare e nella sua applicazione nei vari gesti, ha purtroppo trovato poco seguito in Italia. Troppo articolato, troppo bello questo sistema per chi ama l´allenamento e basta. Lo "sport dei risultati presto e subito" ha avuto il sopravvento.
Con Sandro ci vediamo spesso, ci sentiamo spesso (almeno una volta ogni dieci giorni) e parliamo di tante cose, anche di sport e qualche volta di allenamento. Non nascondo che chi come me (siamo pochi in Italia) ha abbracciato la sua filosofia di lavoro, sia rimasto un po´ orfano da quando lui, alle problematiche legate all´allenamento ha dedicato meno tempo o quasi nulla. Ho cercato di tenere duro fidandomi della mia esperienza combinata con l´immagine delle sue lezioni, delle sue intuizioni e dei suoi insegnamenti. Il fatto di essere rimasto al suo fianco sempre ed essere considerato una persona a lui molto fidata è per me motivo di orgoglio e segno distintivo particolarissimo di cui sono veramente fiero".

Armando Napoletano

Fonte: UNVS La Spezia

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